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La Mia Londra

Test d'ingresso? Me ne vado all'estero!

9 Giugno 2015 , Scritto da Flavia Zarba

Test d'ingresso? Me ne vado all'estero!

In tanti sono impegnati, in questi ultimi mesi, nella preparazione per il test di ammissione all' Università prescelta. Numero chiuso per medicina e chirurgia, medicina veterinaria, odontoiatria e protesi dentali, architettura, formazione del personale sanitario infermieristico, scienze della formazione primaria e chi può ne sa più ne metta. Sempre più le facoltà indicate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per accedere alle quali è necessario superare un test d'ingresso per non parlare poi del numero di segnalazioni pervenute per le irregolarità durante i test. Diverse pagine di quesiti con circa 60/80 domande a risposta multipla e una o due ore di tempo per consegnare (dati variabili a seconda della facoltà) ma, a volte, gli argomenti non hanno nulla a che vedere con le materie che si studieranno nè con la professione aspirata e, tantomeno, con la cultura generale sulla quale si viene messi alla prova (sapreste spiegare il senso della domanda su"la grattachecca di Sora Maria?" per chi aspira a diventare medico?!).

"Il test d'ingresso è inutile! Io l'ho passato pensando di non dover più affrontare ostacoli del genere se non quelli degli esami. Credevo, passato il test in medicina alla seconda volta, di poter aspirare a un posto sicuro come medico... E invece? Finita l'università avrò nuovamente l'ostacolo del test di ammissione alla specializzazione che garantisce il lavoro a pochi".

Dice Alessandra, studentessa al 5 anno di medicina a Roma Tor Vergata, consultando i posti di accesso per la specialistica che risultano essere circa 6000 in tutta Italia contro i circa 12 mila laureati costretti ad andare all'estero pur di proseguire la loro carriere. "Solo lì infatti - aggiunge - la nostra elevata preparazione teorica ci garantisce di essere tra i preferiti all'interno di Università e Ospedali. Il sistema universitario italiano ci costringe ad andarcene! In Germania, ad esempio, gli specializzandi vengono pagati 5000 euro contro i 2000 scarsi qui in Italia". C'è chi, invece, all'estero, decide di andarci subito.

Aumenta sempre più infatti la percentuale dei giovani maturanti che, dinnanzi al sogno di fare medicina si chiedono "E che faccio se non dovessi passare il test?" Così, frustrati da tanti mesi di studio e da tanti soldi spesi per libri e corsi di preparazione si rimboccano le maniche e, voltando le spalle al famigerato test, esclamano: "lo proverò all'estero!" vedendo molti Paesi europei come Spagna, Romania, Bulgaria, Ungheria, Albania, Repubblica Ceca pronti ad accoglierli all'interno dei loro Atenei senza il test d'ingresso! Alle Università pubbliche si affiancano poi tantissime Università private che, proprio su questo "ostacolo" italiano, hanno creato un vero e proprio business con pacchetti-sconto promozionali sempre più gettonati dai giovani italiani disposti a partire con i soldi di mamma e papà che vorranno investire su un futuro assicurato.

E così, con tanta voglia di accedere alla facoltà prescelta, in tanti riescono ad aggirare il test d'ingresso e, dopo il primo anno di corsi, possono tranquillamente tornare in Italia e veder riconosciuti gli esami sostenuti. A spiegarci le ragioni dei giovani che hanno scelto di partire è Francesco, uno dei tanti giovani che ha scelto Odontoiatria a Madrid e sostiene che di essere partito perchè " In Italia è quasi impossibile entrare. Ammetto di trovarmi molto bene qui. Solo all'estero l'università consente di fare molta più pratica, ciò aiuta a crescere più in fretta professionalmente. E poi, lo sanno tutti, il test d'ingresso a risposta multipla non è una selezione meritocratica, è viziato e inutile ai fini della carriera accademica e professionale..

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