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La Mia Londra

Stanca di Londra ma non stanca di Vivere.

12 Maggio 2015 , Scritto da Flavia Zarba

Stanca di Londra ma non stanca di Vivere.

"Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire” Così, Samuel Johnson, critico letterario, poeta, saggista, biografo e lessicografo britannico commentava a proposito di Londra. Un aforisma diventato celebre nel tempo, letto, scritto e ripetuto centinaia di volta, da ultimo anche nel libro di Simonetta Agnello Hornby “La mia Londra”.

Eppure, c'è qualcuno che quel detto lo può smentire sostenendo che Londra non è un punto di arrivo (o almeno non sempre) e che, di Londra, ci si può anche stancare senza stancarsi di vivere. Vi racconto una storia, è quella di una delle ragazze che ho conosciuto e intervistato per “lamialondra”.

La sua storia è diversa dalle altre ma forse come questa ce ne saranno tante altre. Grazie a Sara per avercela raccontata:

“A luglio dell'anno scorso, frustrata dai centinaia di curricula inviati in Italia, senza mai ricevere risposta, faccio un biglietto di sola andata e preparo la valigia. Dietro quel biglietto c'è la voglia di riscatto, dentro la valigia c'è il desiderio di riempirla. In tanti mi avevano parlato di Londra come di una città meravigliosamente meritocratica. Proviamo - dico - in fondo, in Italia, non ho nulla da perdere.”

E dunque cosa hai fatto una volta arrivata?“Al mio arrivo mi sono improvvisata, accettavo qualsiasi lavoro mi capitasse tra le mani da cameriera a commessa, da cassiera a dogsitter. Ma nessuno di questi lavori mi appagava e poi, ad esser sincera, ne facevo due alla volta, uno full-time e l'altro del dayoff perchè Londra è molto cara. Non avevo più tempo per me stessa nè per i miei interessi ma non mi abbatevo, ero determinata a trovare il lavoro che avevo sempre sognato e che in Italia non trovavo”.

Perchè, secondo te, non trovavi esattamente quel lavoro”“Inglese non è abbastanza fluente, dicevano, così, a testa bassa. Paradossale, pensavo, aver studiato lingue nelle prestigiosissime università italiane dalle quali sono uscita con il massimo dei voti ma non avere un livello sufficientemente fluente! Non mi arrendevo, continuavo a compilare le decine di application forms, ogni giorno, finchè la mia coinquilina inglese, una sera, mentre ero al pc mi dice “non penserai mica che ti leggano il cv vero? Sappi che, tra un italiano e un inglese, per quella posizione, preferiranno sempre un loro connazionale. Però ci sarebbe un modo per ottenere quel posto. Io conosco qualcuno”.

Cioè intendi dire che anche a Londra esiste “la raccomandazione all'Italiana”?“Ma certo! In tutto il mondo si passa per canali di intermediazione, dalla sorella al fidanzato, dal padre al professore oppure, se hai i soldi, uno di quei master da 5-10 mila euro annue.”

E tu hai accettato il compromesso?“Si'. L'ho fatto. Ho scelto la via più semplice, ho ottenuto quel lavoro easy way ed ho iniziato a guadagnare tanto. La sera potevo finalmente vedere un'altra Londra e permettermi cene eleganti nella City senza dover aspettare di accumulare le tips ma un giorno ho capito che ero stanca di Londra. Quella Londra mi aveva già dato tanto. Tutto quello che poteva offrire e mi aveva delusa, profondamente. Quel tipo di felicità avrei potuto ottenerla, con il compromesso, anche in Italia e allora perchè decidere di stare lontano dalla mia famiglia, il mio ragazzo, le mie amiche e la mia terra?”

E sei tornata...“Si, stanca di Londra sono tornata a Roma, piena di vitalità e di voglia di ricominciare. Quell'esperienza mi ha arricchita, Londra mi ha riempita della vitalità che avevo perso e mi ha insegnato che è inutile ricercare il lavoro dei propri sogni o la propria felicità all'estero quando questa può essere proprio vicino a noi, basta cercala, con costanza e determinazione”.

“Londra è una città che ti arricchisce - dice Sara - è sempre in movimento, con qualcosa di nuovo da offrire e con nuovi stimoli emotivi da trovare ogni giorno ma, probabilmente - ride - Samuel Johnson non aveva mai vissuto a Roma!”.

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